Spotify musica e marketing sempre con noi

Spotify la musica e il marketing sempre con noi

Musica, l’arte delle muse, l’arte di produrre ed ideare suoni attraverso l’utilizzo della voce e con degli strumenti. L’arte delle muse, queste semplici parole ci fanno pensare ad un qualcosa di arcaico, ad un qualcosa che ci accompagna da sempre. Senza addentrarci eccessivamente nei meandri del passato, in antica Grecia, culla dello sviluppo culturale umano, Pitagora – 500 anni prima della nascita di Cristo –  parlava di relazione tra matematica e suoni. Quindi la musica è veramente da sempre, spotify e il marketing lo saranno?

Arriviamo nel ‘900 – in caso contrario servirebbe aprire un blog che parli solo di storia della musica. In questo secolo nascono oggetti iconici legati alla musica, simboli di intere generazioni, dalla portata antropologica tale, che ognuno di noi quasi venera il “dispositivo” – si noi siamo i moderni – del proprio padre, zio, cugino, nonno. Nel 1887 viene brevettato il grammofono, l’antenato del giradischi. Oggi quanti appassionati di vinili ci sono nel mondo? In quanti affermano che la qualità del disco è superiore a quella di qualsiasi altro tipo di supporto? 

Un paio di decenni prima nasceva la radio, che ebbe uno sviluppo clamoroso con tutta una serie di utilizzi di differente natura. Continuiamo a vagare per un pò nel mondo della nostalgia; restano impresse nella memoria di milioni di americani le parole di Roosevelt che parlava alla Nazione attraverso la radio. Sempre in quegli anni – 1938 – Orson Welles, scatenò il panico in un intero Paese per una presunta invasione aliena.

Con l’avvicendarsi dei decenni, avviene Il passaggio più significativo, almeno dal nostro punto di vista: il cliente/utente/fruitore, cambia di continuo il suo giudizio, le sue mode e le sue passioni. Inizia infatti dal secondo dopoguerra un gioco continuo nel desiderare dispositivi sempre più piccoli, che tornano ad essere sempre più grandi e così via: un loop continuo che porta ad un certo punto ad una dematerializzazione totale del prodotto.

I rapper che giravano con lo stereo sulla spalla, le musicassette avvolte e riavvolte tramite penne e matite, compact disc, lettori mp3 mini e cuffie maxi. Non ci sembra troppo utopica affermare allora che: Spotify la musica e il marketing sono sempre con noi

La musica sempre con noi

La musica ci accompagna sempre; lavoriamo con la musica, facciamo sport a ritmo di musica, ci divertiamo con la musica, perfino dal dottore c’è la musica in sottofondo. In questo sottofondo si è inserito alla perfezione Spotify. 

Ma innanzitutto, cos’è Spotify? Per chi non lo sapesse, è un servizio di riproduzione digitale di musica, podcast e video, con accesso immediato a milioni di brani e altri contenuti di autori provenienti da tutto il mondo. Questa breve definizione fa intuire il perchè di tale successo: disponibilità immediata di milioni di contenuti. Ma ancora, le funzioni di base, sono completamente gratuite. E sinceramente, quanto ci piacciono le cose gratis, a maggior ragione se di ottima qualità? Certo ogni trenta minuti dovremmo ascoltare della pubblicità, ma in fondo la pubblicità è ovunque. Quindi non vi è nessun obbligo a firmare un contratto o a pagare; l’utente paga solo se vuole, escludendo in questo modo la pubblicità dall’ascolto e avendo qualche altra funzionalità premium, ma ribadiamo, sempre per scelta personale.

Ovviamente Spotify, non fa tutto ciò per spirito di benevolenza, ha un proprio tornaconto, ma il servizio ideato ormai nel lontano 2006, è l’esempio perfetto di come il marketing ha saputo leggere il proprio tempo, il desiderio più o meno latente del cliente e di come ci si possa espandere in tantissimi campi della comunicazione.

Fare marketing con i podcast

Partiamo da uno dei grandi punti di forza, i podcast: in quanti si stanno lanciando in quest’attività e muovono i primi passi su Spotify? Quanti grandi firme della cultura o del giornalismo raccontano anche sulla piattaforma o addirittura qui in esclusiva? Prima di Spotify avevano la stessa forza? Questi sono diventati talmente importanti che è proprio di qualche mese fa, la riorganizzazione della home per esaltare la presenza di tali contenuti. 

Questo è passaggio da non sottovalutare, perchè vuol dire che la piattaforma capisce e riconosce i nostri gusti, e la ringraziamo, ma dall’altro canto continua a raccogliere dati , per lei, sempre utili e interessanti. 

Spotify e il marketing

Ed allora la piattaforma può essere, per te azienda, una nuova leva di marketing? Assolutamente si. 345 milioni utenti attivi, 155 milioni abbonati a pagamento e 93 Paesi in cui è disponibile, beh una platea di potenziali clienti non indifferente. Sei incuriosito di conoscere meglio che servizi ti offre? Hai la possibilità di inserire le tue playlist anche sul blog o sul tuo sito migliorandone con pochi click il posizionamento e la visibilità. Barilla è stata bravissima ad utilizzare tale strumento: ha creato 8 playlist diverse, ognuna con una durata pari al tempo di cottura dei loro prodotti. Lasciamo a voi il giudizio, ma l’operazione ai noi sembra tanto semplice quanto efficace.

Tra i principali formati pubblicitari oggi acquistabili rientrano:

  • Gli annunci audio, di massimo 30 secondi, accompagnati con un banner cliccabile.
  • Le Sponsored Session, i 30 minuti di ascolti ai non abbonati senza interruzioni alla fine della visione di un annuncio video.
  • Le Sponsored Playlist, attraverso cui è possibile associare il proprio brand alle playlist di tendenza proprie della piattaforma.
  • L’Homepage Takeover, in cui la pubblicità viene visualizzata per 24 ore sulla home della piattaforma utilizzata da pc.
  • I Leaderboard, ultima pubblicità via desktop di annunci video cliccabili, dalla durata di 30 secondi

Questo è il circolo virtuoso di Spotify: l’azienda investe, ti offre un numero di prodotti per te altamente personalizzabili, raccoglie dati ed investe in pubblicità, grazie anche tutti gli investimenti che le varie aziende fanno su di essa. 

Pubblicità su spotify
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Sport musica e marketing

In Italia la piattaforma, durante gli ultimi europei di calcio, ha ideato la campagna “Only you”.  Lo spot aveva l’obiettivo di allargare il target di riferimento. La colonna sonora dello spot è stata: “Un’estate italiana” per evidenziare quanto alcune canzoni siano in grado di accendere emozioni e ricordi. Un’operazione che parte già con il piede giusto, Italiani, gioco del calcio e ricordi dei bei tempi andati. Il successo vien da se. 

Restiamo ancorati al mondo del calcio, ma perchè i capitali investiti sono da capogiro: il Barcellona – una delle squadre più importanti al mondo – ha siglato un accordo che vede il servizio di streaming come sponsor principale. Apparirà sulle maglie della squadra maschile e femminile e lo stadio – uno dei più famosi e storici al mondo – sarà ribattezzato “Spotify Camp Nou”. Costo dell’operazione? 435 milioni di Euro

Senza immischiarsi troppo nelle tematiche sportive, però bisogna sottolineare un dettaglio, per esaltare ancora una volta il gran lavoro fatto dalla dirigenza della piattaforma. Il Barcellona ha iniziato a “sporcare” la propria divisa solo nel 2006 – il club nasceva nel 1899 – per giunta mai con brand, ma con un ente quale Unicef.

Spotify allora è il classico esempio di come si possa creare un marketing realmente vincente. Intercettati i desideri dei clienti si può creare una spirale positiva in cui ogni operazione rende il brand sempre più forte, allargando a macchia d’olio la sua sfera di influenza.

Sicuramente il marketing è sempre con noi, vale lo stesso anche per spotify e la musica? Beh non ti resta che scoprirlo qui: https://docety.marketing/analisi-gratuita/

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